Di solito cerchiamo di evitare le cose difficili. Di solito siamo costretti a fare le cose difficili. Eppure questa è una cosa difficile che voglio fare. E’ un po’ un salto nel buio, non so cosa mi aspetta e non so cosa aspettarmi. Non so se è quello che voglio davvero fare, non so se sarò all’altezza, non so se sarà qualcosa di troppo difficile per me. Ma so che il mio ostacolo più grande sono sempre e solo io e che non ci sono ostacoli troppo alti né bui troppo scuri se c’è la volontà, la passione. 

(Il mio personale) sogno di una notte di mezza estate

La luce della città mischiata alla pallida luna entrava dalle tende che avevamo dimenticato di tirare e in quell’atmosfera grigia, densa e muta non esisteva nessun’altro tranne noi, i nostri bisbigli. Ti avevo chiesto qualcosa ed era iniziato il solito gioco-colore preferito, libro preferito (io ho parlato un sacco e alla fine penso che tu non abbia ascoltato tutto), se potessi mangiare un solo piatto per tutta la vita quale sarebbe, e tante altre domande fatte ascoltate e dimenticate.

Ma poi dovevamo dormire e io non ci riuscivo perché dovevo ancora trovare l’incastro perfetto del mio corpo con il tuo e perché il mio cuore batteva così forte da rimbombarmi nelle orecchie, così forte che temevo tutti potessero udirlo, che temevo esplodesse. Ma non l’ha fatto e mi ha tenuta sveglia tutta la notte.

E poi è giunta l’alba e tu dormivi. così sono scivolata fuori dalle tue braccia, sul davanzale della finestra, di fronte a me la città ancora addormentata. Dovevo scrivere di te, avvolta nel maglione che conservava ancora il tuo profumo.

Poi, quando il sole è sorto, devo essermi addormentata. Poi avrei trovato l’incastro perfetto tra di noi, ti avrei rubato la coperta, ti avrei schiacciato sotto di me e i miei incubi ti avrebbero tenuto sveglio, per tenermi la mano. Ma tu saresti “rimasto tutta la notte in piedi di fianco al mio letto per guardarmi dormire”

artemisfowlstolemysoul:

Being a nice person is so fun

Waiter messes something up? You can see the relief on their faces when you don’t scream and swear at them about it

Extra tickets at an arcade/prize place? Watch a little kid’s face light up when you give them a bunch of tickets

There are too many assholes in this world. Be a nice person.

(via tyleroakley)

Tutti continuano a chiedermi, no, non a chiedermi, a dirmi, che sono felice di essere tornata a casa. Odio quando la gente mi dice cosa fare, cosa pensare, come devo sentirmi. Io sono libera di provare ciò che mi pare. E poi gli altri che ne sanno di cos’è una casa? Francoforte poteva essere benissimo una casa. Una casa è un posto di risate, di gente che ti vuole bene, un po’ disordinata forse, piena di gente che va e che viene. Una casa è fare la lavatrice tutti insieme, alle undici di sera, è cenare alle sei di pomeriggio e poi fare lo spuntino di mezzanotte perché si ha troppa fame. Una casa è dimenticare le chiavi, gli ombrelli, e fare una doccia calda, cantando a squarciagola. Sono i discorsi seri e le stronzate, sono i “che film guardiamo stasera?” e che palle dobbiamo andare a firmare. Sono i litigi, capita a volte quando ci si vuole troppo bene, e i caldi abbracci. E’ andare a bussare alla porta accanto e sapere che troverai sempre qualcuno ad aprirti, e se non c’è nessuno è perché sono tutti in camera tua. Una casa sono le parole più difficili da dire, gli sbadigli e i baci, le cose obbligatorie, le feste di compleanno, la stanza che gira e il non riuscire a camminare su una linea retta. Sono cinque settimane della mia vita che non scorderò mai, sono tutta la vita che mi sono persa, che ho lasciato mi scorresse accanto, in questi anni. Perciò no, non chiedetemi se sono felice di essere tornata a casa, non ditemi che sono felice di essere tornata a casa. Io ero a casa.