La prima volta mi sono innamorato
dello splendore dei tuoi occhi,
del tuo riso,
della tua gioia di vivere.
Adesso amo anche il tuo pianto
e la la tua paura di vivere
e il timore di non farcela
nei tuoi occhi.
Ma contro la paura
ti aiuterò,
perchè la mia gioia di vivere
è ancora lo splendore dei tuoi occhi.

Erich Fried

Karma, ma vaffanculo

So che non c’entra niente, e che è solo colpa mia. Questo è il prezzo da pagare per voler essere felice. Perdere occasioni e passare con te una bellissima giornata. Un film, l’autunno, i tuoi baci, i tuoi respiri, i discorsi seri, il pomeriggio che diventa sera. E oggi solo il rimorso. Potrebbero dire che sto mettendo te davanti al mio futuro, eppure è sempre e solo colpa mia. Io che sono sbadata, che dimentico e perdo le cose, gli appuntamenti, le persone. Ecco, non voglio perdere te, per esempio. Dico che sono felice, eppure vedo sempre più ostacoli davanti a me. Forse, semplicemente, non so cosa mi aspetta. Sarà fantastico o sarà uno schifo. Il karma non c’entra, dipende da me

Fight or Fight

Riflessioni sulla differenza tra le parole fuga e viaggio. 

Si fugge di nascosto, di fronte all’orrore di un mondo sbagliato, si fugge dagli altri, quando ci feriscono, o ci fanno stare bene , si fugge da noi stessi, dalle nostre scelte future, prese, sbagliate, dalle nostre debolezze, dai nostri pregi. Un viaggio può iniziare da una fuga. Il viaggio è l’abbraccio caldo che ti accoglie quando sei troppo stanco per continuare a scappare da solo, riempie il vuoto lasciato quando sei fuggito. Cercavo una fuga e ho trovato un viaggio, anzi ho trovato molto di più di quanto avrei desiderato da un viaggio. 

I due sguardi si intercettano in mezzo all’incrocio e una scarica di magia pura attraversa l’aria e persino i passanti. Lui si blocca come ipnotizzato, lei continua a camminare con la testa all’indietro finchè sbatte contro un taxi in sosta, ci sale, sussurra la destinazione all’autista e, mentre la macchina salpa, si torce all’indietro per appiccicare gli occhi al vetro e non perdere quelli di lui. Per un attimo speriamo che succeda qualcosa: che lei scenda dal taxi o lui ci si butti sotto. Ma l’auto scompare dietro una svolta e la vita riprende: i passanti, il traffico, tutto si rimette in moto. Tranne lui, il collo bloccato in direzione del punto in cui lei è scomparsa. Allora succede una cosa incredibile. Il telefonino squilla per richiamarlo alla non-vita di sempre, ma lui lo getta strillante dentro la borsa lisa: non vuole intrusi nel suo spettacolo. I casi sono due. O si conoscevano già. Oppure si sono riconosciuti nella folla, con uno scambio di segnali muti ma di uguale frequenza. Lontani per un attimo dal frastuono che ci assorda il cuore fino a deprimerlo.

Massimo Gramellini

Love is forgiving, accepting, moving on, embracing, and all encompassing. And if you’re not doing that for yourself, you cannot do that with anyone else.

Steve Maraboli (via observando)

The greatest thing about dreams is they don’t expire. They can lay dormant for years and when you pull them out and dust them off, they shine like new.

Casi McLean (via observando)

kaajoo:

World’s Most Beautiful Abandoned Places

Italian product manager and web designer Francesco Mugnai recently added a collection of images to his blog touting some of the most beautiful images of abandoned spots and modern ruins that he’d ever seen. The images Mugnai has captured come from empty castles, shuttered power plants, and dilapidated churches around the world. From a sunken yacht in Antarctica to a forever-closed amusement park in Japan, these images all make up a sort of anti-phoenix; rather than rising as new from the ashes, these husks remain preserved in decomposition, forcing viewers to confront the strange beauty of ruination.

Source: Fast Co-Design

(via entropiclanguage)

Because I’m happy
Clap along if you feel like a room without a roof
Because I’m happy
Clap along if you feel like happiness is the truth
Because I’m happy
Clap along if you know what happiness is to you
Because I’m happy
Clap along if you feel like that’s what you wanna do

Happy

Leggere vuol dire spogliarsi di ogni intenzione e di ogni partito preso, per essere pronti a cogliere una voce che si fa sentire quando meno ci s’aspetti, una voce che viene non si sa da dove, da qualche parte al di là del libro, al di là dell’autore, al di là delle convenzioni della scrittura.

Italo Calvino (via genesisofsupernova)

(via genesisofsupernova)